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La malvasia istriana
é da piú di cento anni il vino piú presente ed il piú pregiato della nostra penisola. Le cose che le hanno assicurato un tale stato
é la sua ordinata prolificitá, la florida crescita, la resistenza alle malattie e la qualitá del vino stesso. Dipendentemente dal processo tecnologico della sua lavorazione, della cura e dell'etá, il colore puó variare dal giallo paglierino al giallo dorato. L'odore che emana inizialmente s'associa al fiore di acacia, mentre la sua composizione la rende parzialmente molto alcolica, (da 11,5 a 13,5 vol.%)/ di aromaticitá raffinata e dal sapore fresco. La malvasia si sposa al meglio con tutta la miriade dei cibi marini.
Il contrappeso alla malvasia istriana
é - il terrano. Il ferrano e la sua subspecie il refosco, vengono annoverati tra i vini vecchi e autoctoni istriani. Noi siamo consoni a chiamare i vini rossi, vini neri, soprattutto per il colore rosso rubino, particolarmente inteso nel terrano. Il contadino nostrano così gli cianciuglia: II suo colore
é come quello del sangue della lepre e va giú come il latte. Si distingue per l'odore fruttato e per il suo sapore. C'é chi gli attribuisce delle capacitá curative. Il terrano compensa in modo eccellente i cibi calorici, i gulas nostrani, i sughi e la selvaggina.
Molti tra i conoscitori del vino istriano metteranno ai primi posti il moscato istriano, o meglio ancora il moscato di Momiano, soprattutto per la sua doratura e l'intensa fragranza di garofani selvatici e per lo straordinario aroma. Secco e dolce, grandioso accompagnatore di dolciumi vari, nonché di qualsiasi altra pietanza raffinata. Al moscato vengono attribuite delle proprietá afrodisiache, in particolar modo quando l'argomento sono le gentildonne. |
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